Esselunga, Giuliana e Marina Caprotti ai cinesi: "L'azienda non è in vendita"

Esselunga, Giuliana e Marina Caprotti ai cinesi:

Sono arrivate alcune offerte per l'acquisto di complessi aziendali delle società del gruppo Mercatone Uno. "Desideriamo precisare a tutti Voi che l'Azienda non è in vendita": l'aggiramento arrivato oggi dovrebbe così chiudere la porta alle presunti voci di acquisizione da parte di proprietà cinese per il Supermercato con i bilanci più positivi d'Italia. La YiDa International Investment Group è una società cinese che opera i diversi settori: immobiliare, energie alternative, salute e anche minerario. Le due donne detengono il 70% del gruppo. Giuliana Albera e Marina Caprotti, che hanno il controllo del gruppo però hanno sempre detto di non voler vendere e l'orientamento non è cambiato. Contravvenendo al testamento del padre, Marina puntava a proseguire nella gestione dell'azienda da 7,54 miliardi di fatturato.

Attraverso i suoi legali, il gruppo cinese avrebbe fatto pervenire a tutti gli azionisti un'offerta a nove zeri, sotto forma di manifestazione d'interesse vincolante subordinata ad una due diligence.

Claudio Sona smentisce le accuse del suo ex Juan Sierra
Al centro della bufera anche Mario Serpa , corteggiatore di Sona con cui era scoppiato l'amore attualmente finito. Lo è stato talmente tanto che, come nella vita reale, esistono il passato, le vecchie relazioni e i sentimenti.

È morto Helmut Kohl, padre della Germania unita
Kohl si è spento nella sua casa stamani a Ludwigshafen . Kohl è stato presidente della Cdu dal 1973 al 1998. La Germania perde uno dei suoi maggiori statisti.

L'accusa: ostruzione della giustizia
Immediata la reazione dei legali di Trump che hanno definita " scandalosa " la fuga di notizie da parte dell'Fbi. Lo stesso reato per cui Richard Nixon si dimise evitando un sicuro impeachment .

Lo ha scritto La Repubblica, precisando che i cinesi avrebbero messo sul piatto 7,5 miliardi di euro, una somma di quasi un quarto superiore rispetto alle valutazioni comprese fra i 4 e i 6 miliardi (a seconda dell'inclusione o meno delle attività immobiliari) realizzate lo scorso settembre dai fondi di private equity Blackstone e Cvc prima della scomparsa di Bernardo Caprotti. "Sto dotando l'azienda di un management di alta qualità - sottolineava - È diventata 'attrattiva´". "E' troppo pesante condurla" le sue parole, "pesantissimo possederla. Questo Paese cattolico non tollera il successo. Ahold sarebbe ideale. Mercadona no". "E' stata formulata una lettera di intenti tale da avviare fin da subito le trattative su elementi concreti".