Ius soli, cartelli e spintoni: la protesta della Lega in Senato

Ius soli, cartelli e spintoni: la protesta della Lega in Senato

"Non saranno i tentativi di sopraffazione a fermare una battaglia di civilta' come lo Ius soli". E Grasso di rimando: "il senatore Volpi risponderà in sede opportuna di quello che ha commesso e revoco l'espulsione". Cosa che a norma di Regolamento avrebbe comportato la sospensione della seduta. Per il capogruppo leghista al Senato "in quest'aula la democrazie lascia il tempo che trova, va in base a come si sveglia Grasso. Avevo semplicemente chiesto di parlare - prosegue il leghista - ma il presidente Grasso è noto per non farmi parlare, una volta gli tirai un libro quando non ero ancora capogruppo, oggi ho chiesto semplicemente di interrompere la seduta, ma non l'ha fatto". Ma la fretta, si sa, può anche rendere nervosi. In questo modo, dal prossimo 20 giugno il Senato potrà discutere direttamente in Aula di Ius Soli, come richiedono tante organizzazioni e associazioni democratiche e cattoliche, dalla Cgil, alla Uil, alla Cei. Abbiamo dunque occupato i banchi del governo in segno di protesta e io diciamo che sono stato l'ultimo ad essere portato via, di viva forza. Alla fine, il ministro dell'Istruzione, Valeria Fedeli, viene portata in infermeria, per una gomitata. "Prima gli italiani", "stop invasione", "No Ius soli" sono stati gli indecenti e xenofobi cartelli esposti in Aula dal Carroccio. La Fedeli è stata medicata con alcuni cerotti e secondo quanto si apprende le sono stati somministrati degli antidolorifici. "Che tristezza anteporre la ricerca del consenso alla civiltà'", ha commentato su Twitter il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Anna Finocchiaro.

L'aula sembra più una arena che un luogo delle istituzioni. "Il governo cade sullo ius soli", ride. Mentre il senatore Volpi è stato espulso per un "vaff." verso la presidenza.

Bersaglio della manifestazione il ddl sullo Ius soli, ossia il disegno di legge che concede il diritto di cittadinanza ai figli degli immigrati nati e cresciuti in Italia, in votazione al senato.

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Che cosa ne pensa?

In entrambi i casi l'acquisizione della cittadinanza non è automatica ma richiede una dichiarazione esplicita da parte dell'interessato entro due anni dal raggiungimento della maggiore età qualora non vi abbiano già provveduto i genitori. Al Viminale sei mesi per il rilascio del nulla osta.

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