Ventimiglia, i migranti lasciano il Roja e marciano verso il confine francese

Si appellano all'Europa sostenendo che il blocco delle frontiere da parte della Francia e degli altri paesi europei vuol dire calpestare i loro diritti.

Circa duecento migranti sudanesi accampati sulle sponde del torrente Roja, hanno lasciato la zona e si sono diretti verso il colle di Tenda, camminando sul greto del fiume per oltre cinque chilometri determinati ad arrivare in Francia.

Nell'ordinanza gli immigrati erano invitati a spostarsi spontaneamente, per consentire la bonifica dell'area dal momento che rifiuti e sporcizia avevano generato una pesante situazione igienica, che con il caldo non faceva che peggiorare e rischiava di generare focali epidemici. Per questo hanno preferito percorrere la via dei boschi anziché essere costretti a trasferirsi nel campo della Croce Rossa Italiana, che è al collasso.

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La decisione di mettersi in marcia ha anticipato all'ordinanza firmata dal sindaco di Ventimiglia Enrico Ioculano, che aveva predisposto per stamani la pulizia del greto del fiume Roja. Alcuni di noi hanno tentato anche cinquanta volte di attraversare il confine ma la polizia francese ci ha sempre respinti - hanno spiegato -. Il gruppo si è poi diviso in due. I profughi hanno percorso la strada statale fino a quando non sono stati dispersi dall'intervento della polizia, che ha fatto uso di gas lacrimogeni. Da qui potrebbero raggiungere Olivetta oppure il passo di Granmondo, che li porterebbe subito oltre confine. Carabinieri e polizia, che hanno tenuto un breve briefing con la gendarmerie nationale, si alternano nella sorveglianza del passo a Olivetta mentre l'elicottero della police nationale pattuglia dall'alto la linea di confine.

Della questione di stanno occupando la prefettura e il ministero dell'Interno.

"I migranti effettivamente hanno ragione, bussano a una porta e sarebbe molto bello che avessero una risposta in termini di umanità e accoglienza" ha dichiarato il vescovo della diocesi di Sanremo-Ventimiglia, Antonio Suetta.