Furbetti del cartellino a Piacenza: 50 dipendenti comunali nei guai

Furbetti del cartellino a Piacenza: 50 dipendenti comunali nei guai

Sono i primi dettagli che riguardano il blitz cominciato questa mattina negli uffici della sede comunale di Palazzo Mercanti a Piacenza.

Dei 50 indagati solo 10 sono a piede libero: uno infatti è ai domiciliari, gli altri 39 sono sottoposti all'obbligo di firma.

Sono ben cinquanta i dipendenti del Comune di Piacenza indagati da parte della Procura della Repubblica, con l'accusa di falso e truffa. Gli inquirenti hanno documentato tutto con filmati e pedinamenti, effettuati nel corso degli ultimi mesi.

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Negli ultimi giorni due dipendenti comunali sono stati arrestati, a quanto si apprende, molto probabilmente proprio per vicende legate a contratti di appalto. Agenti in divisa e in borghese si sono presentati negli uffici e hanno perquisito e sequestrato materiale, precisa l'ente, "concordando le modalità con il Segretario generale e la dottoressa Laura Bossi, dirigente delle Risorse umane". In mattinata sono giunti nel palazzo comunale anche la neosindaca Patrizia Barbieri e il sindaco uscente Paolo Dosi. Carlo Rienzi, presidente del coordinamento delle associazioni per la difesa dei diritti dei consumatori, ha rilevato come "il fenomeno dei furbetti del cartellino sia incredibilmente diffuso, una pratica illecita divenuta oramai un malcostume, ma che produce danni immensi alla collettività".

Su questo episodio di Piacenza è intervenuto duramente anche il Codacons, che ha chiesto "licenziamenti nei confronti dei responsabili di illeciti e l'avvio delle doverose azioni di recupero delle retribuzioni intascate dai lavoratori senza lavorare".