Mediaset: al via assemblea azionisti, Vivendi non partecipa

Mediaset: al via assemblea azionisti, Vivendi non partecipa

Il riferimento è al dietrofront francese su Premium, promessa sposa di Vivendi ripudiata poco prima delle nozze con tanto di strasichi legali al seguito. Nel caso si presentasse in assemblea e votasse, presumibilmente per non oltre il 10%, dovrebbe cioè spiegare i motivi per cui ha partecipato in quel modo.

Inoltre, annuncia che "poche settimane fa" Mediaset ha "nuovamente citato in Tribunale Vivendi per violazione contrattuale, concorrenza sleale e violazione della legge sul pluralismo televisivo". Fininvest detiene il 39,53% del capitale, nonché azioni proprie pari al 3,795% del capitale senza diritto di voto. Il manager ha aggiunto che ci sono comunque "buoni rapporti" con Mediaset e che si tratta di "un'azienda non solo rispettabile, ma anche con un buon posizionamento di mercato".

"C'è il rischio di una presa di controllo di una parte molto importante dell'informazione in Italia e degli investimenti nel settore audiovisivo e dello spettacolo - ha spiegato Confalonieri - se tutto questo va a un gruppo straniero, con interessi molto diversificati e globali e con un approccio tipicamente finanziario, è lecito avere qualche preoccupazione di ordine più generale".

Il fondo Amber Capital (socio di minoranza con il 2,5% di Mediaset) ha criticato il broadcaster e la sua gestione chiedendo interventi sui costi e un rinnovo del management. Lo ha sottolineato il presidente del Biscione, Fedele Confalonieri, in apertura dell'assemblea degli azionisti.

Per quanto riguarda la serie A "non abbiamo partecipato perché era inaccettabile la composizione dei pacchetti, come abbiamo fatto pesare sia alla Lega che all'Antitrust". "In autunno - ha detto Confalonieri - è prevista una nuova asta per i diritti tv della serie A, noi parteciperemo con l'obiettivo di ottenere la migliore offerta televisiva calcistica per i tifosi italiani".

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"Non vogliamo il risarcimento dei danni, vogliamo l'esecuzione del contratto", ha dichiarato poi l'ad di Mediaset, Pier Silvio Berlusconi, riferendosi alla nuova causa intentata da Mediaset nell'ambito della vicenda Vivendi.

La posizione non cambia in merito ad una possibile intesa con Sky, realtà con la quale "anche in passato ci siamo scambiati i diritti, e la scelta ha portato benefici ad entrambe le società".

E qualora Premium "non dovesse avere i diritti, cosa che non ci auguriamo e che riteniamo difficile, cosa accadrà è scritto nel piano"; ovvero una pay tv rivista e che punta sui contenuti e sulla partnership con Infinity ad esempio. "Noi stiamo andando bene e stiamo conquistando quote nel primo semestre, che chiuderemo con un segno positivo relativamente piccolo".