Stasi non molla e chiede revoca condanna. Cassazione esamina ricorso

Stasi non molla e chiede revoca condanna. Cassazione esamina ricorso

La Corte di Cassazione [VIDEO] oggi è chiamata a decidere della validità della contestazione presentata da Alberto Stasi in via straordinaria, sulla condanna inflittagli per l'omicidio della sua fidanzata Chiara Poggi, avvenuto 10 anni fa. Stasi quindi resterà in carcere - attualmente è recluso nella casa circondariale di Bollate, nel Milanese - per il resto del tempo che gli rimane da scontare e per lui non ci sarà un processo di appello ter.

A maggio Stasi aveva chiesto la revoca della sentenza sostenendo che i giudici dell'appello dovessero riascoltare i 19 testimoni, consulenti e periti, assunti come fonti di prova in primo grado.

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Una richiesta a cui sia il pg che i legali di parte civile si sono opposti sottolineando l'inammissibilità del ricorso perché la sentenza definitiva si fonda sui nuovi dati probatori "acquisiti nel relativo giudizio, attraverso i quali i numerosi indizi già esistenti hanno finito per integrarsi, senza alcuna rivalutazione dell'attendibilità delle testimonianze già acquisite in fase di indagine o in primo grado". I difensori del ragazzo hanno invece presentato un'istanza in cui si evidenziano le inesattezze della Corte d'appello del capoluogo lombardo, che prima chiese l'assoluzione a Stasi per ben due volte, poi lo condannò definitivamente. "Anche nei momenti più difficili la famiglia Poggi ha sempre creduto nella giustizia, senza mai cercare giudizi sommari".

Nel gennaio dello scorso anno, la Corte d´Appello di Brescia aveva negato la revisione del processo, non accettando le conclusioni del procuratore generale di Milano, che aveva ritenuto fondate le risultanze di nuove investigazioni messe in atto autonomamente dalla difesa di Stasi. Il ricorso, infatti, chiedeva di risentire in appello i testi già sentiti in primo grado; e contemporaneamente di sospendere l'applicazione della pena.