Procura indaga 5 dirigenti della Popolare di Bari. Banca rigetta accuse

Procura indaga 5 dirigenti della Popolare di Bari. Banca rigetta accuse

Nell'indagine - riporta ancora l'Ansa - si ipotizza anche il maltrattamento e l'estorsione a carico di Marco Jacobini e dei figli, mentre De Bustis è accusato solo di maltrattamenti.

La Banca Popolare di Bari conta 70mila soci e alle sue dipendenze lavorano 3.500 persone: è uno dei pezzi principali dell'economica del capoluogo di regione pugliese e di tutta la regione. Una nuova inchiesta della Procura di Bari racconta di anni di gestione irregolare: da prestiti anomali all'acquisizione di Tercas l'ex Cassa di Teramo.

I vertici del più grande gruppo bancario del sud risultano per la prima volta risulta essere iscritto nel registro degli indagati. La vicenda all'attenzione dei pm riguarda presunte irregolarità nascoste nei bilanci dell'istituto di credito svelate ai magistrati da un funzionario incaricato di mettere a posto le carte nell'ufficio rischi.

Associazione a delinquere, truffa, ostacolo all'attività della Banca d'Italia e false dichiarazioni nel prospetto informativo depositato alla Consob. Sei gli indagati: il presidente Marco Jacobini, l'allora dg Vincenzo De Bustis, ex AD di Mps e Deutsche Bank, i due figli di Jacobini, Gianluca e Luigi (rispettivamente condirettore generale e vice), il responsabile della linea contabilità e bilancio della popolare Elia Circelli, il dirigente dell'ufficio rischi Antonio Zullo.

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Maltrattato e licenziato. Aveva messo in evidenza problemi di bilancio. Alla Debar - secondo l'accusa - sarebbe stato concesso di vendere le azioni nell'asta del marzo 2016, prima cioe' dell'assemblea dell'aprile successivo in cui le stesse azioni subirono un deprezzamento del 20 per cento, da 9,53 a 7,50 euro.

Immediatamente la stampa barese, con in testa la Gazzetta del Mezzogiorno, di cui è bene ricordare la Banca Popolare di Bari detiene in pegno il 30% delle azioni, ha alzato le barricate difensive, sostenendo che "non può crollare: se ciò accadesse, i danni per l'economia regionale sarebbero incalcolabili", e che la Popolare di Bari "regge da sola un pezzo importante dell'economia della città di Bari e della Puglia ed ha garantito prestiti a migliaia fra imprese e famiglie".

In una nota la Popolare di Bari nega gli addebiti puntando il dito contro "dichiarazioni rancorose di un dipendente licenziato per giusta causa", definite "inaccettabili propalazioni".