Scuola, il ministro dà il via libera ai telefonini in aula

Scuola, il ministro dà il via libera ai telefonini in aula

Di cosa stiamo parlando?

So che non si può continuare a separare il loro mondo, quello fuori, dal mondo della scuola.

Insomma, per la ministra Fedeli il device connesso non è altro che un potenziale strumento didattico che non va spento per evitare distrazioni, bensì acceso per sfruttarne le opportunità positive. Lo smartphone a scuola può creare tutta una serie di problemi ma può anche rivelarsi un'immensa risorsa per aiutare l'apprendimento.

Milik, sono al 100% posso giocare
A Bologna nel primo tempo mi sono arrabbiato perché la prestazione non era al pari della nostra qualità. Per questo esce tutte le partite, è l'unico modo per farlo riposare ed averlo sempre a disposizione.

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Perché se fai guidare la macchina a loro, allora o ti abitui a fare il numero 2, ma il numero 2 non va bene , finché posso faccio il numero uno".

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L'allarme sarebbe stato lanciato da alcuni vicini di casa: i residenti avrebbero segnalato più di un colpo di pistola. Non si registrano altri feriti: sulla vicenda indagano i carabinieri , che al momento mantengono il massimo riserbo.

Uno smartphone sicuro nelle scuole vuol dire modificare ciò che viene insegnato agli insegnanti sulle modalità di apprendimento e capacità di memorizzazione di bambini e ragazzi, parametrare l'uso dello smartphone per stimolare la concentrazione invece di diminuirla, e poi bisogna pensare alla connessione, alla sicurezza del dispositivo. E aggiunge: "Libri e penne sono le armi più potenti, come ci ha ricordato nel suo discorso all'Onu Malala Yousafzai, una ragazza come voi, giovane Premio Nobel per la pace, perseguitata nel suo Paese per le battaglie condotte per i diritti civili, primo fra tutti proprio quello all'istruzione".

"Per tale motivo - prosegue Rienzi - se il Ministro Fedeli consentirà l'ingresso degli smartphone nelle scuole, si assumerà le responsabilità penali delle conseguenze sulla salute degli studenti, ed invitiamo già da oggi i professori, se non vogliono rispondere dei danni arrecati agli alunni, a rifiutare categoricamente l'uso dei cellulari nelle scuole". Senza contare l'ulteriore iniezione di cinismo nelle nuove generazioni. E' Fedeli stessa che in un'intervista per Repubblica.it arriva ad affermare al giornalista: "Lo sa che in Consiglio dei Ministri volevano che mettessi per iscritto "vietato bocciare?"".

Nei giorni scorsi, abbiamo riferito sull'insediamento al Miur di una commissione con il compito di "studiare" l'utilizzo di smartphone in classe da parte dei ragazzi a scopi didattici.