Banche, stangata della Bce su garanzie Npl

Banche, stangata della Bce su garanzie Npl

Nel caso dei crediti non garantiti la copertura deve avvenire, obbligatoriamente, nell'arco di 2 anni, cioè il 50% l'anno.

Entrando più nel dettaglio della nuova disposizione della Banca Centrale Europea, la copertura viene differenziata a seconda che il credito sia garantito o meno. In una lettera inviata al presidente della commissione di indagine sul sistema bancario Pier Ferdinando Casini, il presidente dell'Associazione Bancaria Italiana, Antonio Patuelli, e il dg dell'associazione, Giovanni Sabatini, scrivono che è necessario approfondire il documento pubblicato dalla BCE sulle nuove regole per i crediti deteriorati "ai fini di una sua radicale rivisitazione. Riguardo invece alle sofferenze non garantite, le unsecured, basteranno due soli anni di permanenza alla voce NPL per richiedere accantonamenti integrali".

I parametri non saranno vincolanti, ma le banche saranno "tenute a spiegare eventuali deviazioni" e a presentare un rapporto di conformità con cadenza almeno annuale.

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In Italia, secondo dati al primo trimestre, le banche hanno circa 263 miliardi di deteriorati coperti in media al 48,5%. Le nuove misure si applicano in realtà soltanto a quelli di nuova costituzione. Qualora un vecchio credito deteriorato venga curato nel 2018 e torni tra i crediti in bonis, se dovesse rientrare tra le posizioni deteriorate sarebbe allora soggetto a queste linee guida con vintage che riparte da zero.

In una nota di Confindustria sul provvedimento della Bce si legge: "Contiene una serie di previsioni e di automatismi che se confermati, avrebbero un impatto di grande rilievo sui requisiti patrimoniali delle banche, imponendo loro nuovi e onerosi accantonamenti e anche sul mondo delle imprese con una ulteriore, ingiustificata, stretta nell'offerta di credito".

La direttiva BCE vuole colpire in modo deciso i crediti deteriorati delle banche, che risultano essere un vero e proprio macigno nei bilanci. Il documento parla di "almeno un sentiero lineare" fino al raggiungimento dell'obiettivo prudenziale nel corso dei 7 anni, quindi gli istituti dovranno ripartirli pro rata annuale.