Calenda allo scontro con Renzi sull'abolizione del canone Rai

Calenda allo scontro con Renzi sull'abolizione del canone Rai

Stando a quanto riferito dal quotidiano Repubblica, infatti, l'ex premier avrebbe in mente di abolire il canone Rai.

"Spero che non sia LA proposta del Pd per la campagna elettorale - twitta Calenda - I soldi dello Stato sono i soldi dei cittadini e dunque sarebbe solo una partita (presa) di (in) giro". Il titolare del dicastero dello Sviluppo economico parla di "partita (presa) di (in) giro" perché, spiega, "i soldi dello Stato sono i soldi del cittadino". Pronta la replica di Anzaldi, che conferma e difende l'ipotesi: "Caro Calenda, se tagliamo 1,5 mld spesa pubblica ed eliminiamo canone Rai i cittadini pagano meno". Altro che presa in giro: serve processo modernizzazione ed eliminazione sprechi unici in panorama tv con risparmio immediato 500mila euro. "Far risparmiare cittadini come con stop Imu", ha scritto su twitter il deputato del Partito democratico Michele Anzaldi, segretario della commissione di Vigilanza Rai. "È un peccato". A parlare è il ministro Carlo Calenda, riferendosi alle indiscrezioni riportate da Repubblica questa mattina, secondo cui il segretario del Pd Matteo Renzi starebbe pensando di proporre l'abolizione del canone Rai alla prossima direzione del partito in vista delle elezioni di marzo. Buio per il Fiorentino.

Nel 2016 l'inserimento del canone Rai nella bolletta elettrica ha fatto entrare nelle casse della Rai circa 1,9 miliardi di euro, secondo i dati del Tesoro. "Dicesi incoerenza", scrive su Twitter Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati. Servizio pubblico va riconosciuto a chiunque lo svolga.

Calenda allo scontro con Renzi sull'abolizione del canone Rai
Calenda allo scontro con Renzi sull'abolizione del canone Rai

A stretto giro di posta viene diffusa anche una nota del sindacato dei giornalisti Rai, l'Usigrai: "E puntuale come un orologio svizzero - si legge nel comunicato - parte la campagna elettorale e arriva l'attacco alla Rai".

I mancati introiti dovrebbero essere compensati da un aumento degli incassi pubblicitari considerando che nella proposta di Renzi si prevede anche una rivisitazione dei tetti pubblicitari che penalizzano l'emittente pubblica nazionale rispetto alle concorrenti private. "Senza accontentarci di quello che abbiamo raggiunto, garantendo comunque il finanziamento del servizio pubblico". A tutto vantaggio dei privati.

L'Usigrai prosegue: "Del resto è curioso che prima si mette il canone in bolletta e poi si propone di abolirlo". Vuol dire non avere idee. E infatti: i limiti antitrust non si toccano, il sic non si tocca, il conflitto di interessi non si tocca, ma si attacca la Rai.

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