Istat: sale potere d'acquisto delle famiglie e anche reddito

Istat: sale potere d'acquisto delle famiglie e anche reddito

Nel terzo trimestre del 2017 in Italia la pressione fiscale è stata pari al 40,3%, in riduzione di 0,4 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

Sempre nel terzo trimestre, del 2017, l'indebitamento netto delle Amministrazioni Pubbliche in rapporto al PIL è stato pari al 2,1%, con un miglioramento di 0,3 punti percentuali rispetto allo stesso trimestre del 2016 (quando era stato del 2,4%).

Qualcosa si muove sul fronte della crisi economica. L'Istat spiega che si tratta del valore più basso dal 2011.

Il dato entusiasma il segretario Pd, che subito twitta: "Dati Istat La pressione fiscale era al 42.4% nel III trimestre 2012 e oggi è al 40.3% nel III trimestre 2017". L'Istituto, rilasciando i dati provvisori, parla di "una chiara inversione di tendenza", che consente di riagganciare il livello dei prezzi del 2013, ovvero di 4 anni prima. Secondo l'Istat a fare la differenza sono soprattutto i beni energetici (carburanti, luce e gas) e gli alimentari freschi (frutta e verdura).

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L'Istituto di statistica aggiunge che il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è aumentato dello 0,7% rispetto al trimestre precedente, mentre i consumi sono cresciuti dello 0,2 per cento. Il peso delle tasse sulle tasche degli italiani è stato pari al 40,2% se si considerano invece i primi nove mesi del 2017. Lo rileva l'Istat, segnalando una leggera flessione di 0,4 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

A dicembre l'inflazione resta stabile allo 0,9%, lo stesso valore già registrato a novembre.

Cresce anche il potere d'acquisto, salito dello 0,8% rispetto al trimestre precedente e dell'1,1% in termini tendenziali.

Nel terzo trimestre del 2017 la propensione al risparmio delle famiglie consumatrici è aumentata di 0,5 punti percentuali, salendo all'8,2%. Il rialzo segue quattro cali consecutivi, arriva dunque dopo un anno in discesa. Si fa insomma sentire il cosiddetto 'caro vacanza'. Così l'Istituto registra un'impennata, in termini congiunturali, del 27,3% per i prezzi dei voli, del trasporto aereo passeggeri. Pertanto, a dicembre sia l'"inflazione di fondo", al netto degli energetici e degli alimentari freschi, sia quella al netto dei soli beni energetici confermano le stesse variazioni registrate nel mese precedente (rispettivamente +0,4% e +0,6%). I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona aumentano dello 0,1% su base mensile e dell'1,3% su base annua (da +1,6% di novembre).