C'è una causa da 1,6 miliardi di dollari contro Spotify

C'è una causa da 1,6 miliardi di dollari contro Spotify

Wixen Music Publishing ha depositato la causa lo scorso 29 dicembre del 2017, presso un tribunale californiano, accusando Spotify di mettere a disposizione nella propria library brani per i quali non avrebbe pagato quando dovuto. Ma Spotify non è riuscito a ottenere nessuno dei due tipi di licenza e ha affidato questo ruolo all'Agenzia Harry Fox, che secondo la denuncia non possedeva l'infrastruttura per ottenere le licenze necessarie.

Nei documenti della causa aperta da Wixen, scrive Variety, si legge che "Spotify ignora sfacciatamente la legge sul copyright degli Stati Uniti e ha commesso violazioni del copyright intenzionali e continue" aggiungendo che "prima di arrivare negli Stati Uniti, Spotify tentava di avere licenze per registrazioni audio lavorando con etichette discografiche ma, in una gara per arrivare prima sul mercato, ha compiuto sforzi insufficienti". Questo vorrebbe semplicemente dire che Spotify, nel giro di pochissimi giorni, potrebbe annunciare questa operazione e comunicare una data di lancio per la sua IPO iniziale non troppo lontana. Tale causa è stata intentata dall'editore musicale Wixen Music. Non stiamo cercando un semplice indennizzo. Contro un (ennesimo) contenzioso inciampa Spotify, piattaforma di streaming online più popolare al mondo con oltre 140 milioni di utenti attivi di cui 60 milioni a pagamento. "Tutto quello che chiediamo è per loro di compensare ragionevolmente i nostri clienti condividendo una quantità minuscola delle entrate che prendono con i creatori del prodotto che vendono".

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Déjà vu: lo scorso maggio, Spotify aveva proposto un accordo da 43 milioni di dollari per risolvere una class action di cantautori capitanati da David Lowery e Melissa Ferrick: in quel caso, l'azienda era accusata di non essere in possesso delle licenze adeguate la riproduzione, chiamate "mechanical lisense".