Sacchetti di plastica, addio: dal 1° gennaio solo bio, compostabili e…a pagamento

Sacchetti di plastica, addio: dal 1° gennaio solo bio, compostabili e…a pagamento

L'obiettivo della legge è quello di ridurre la quantità di rifiuti di plastica abbandonati, responsabili dell'aumento sempre più preoccupante dell'inquinamento ambientale sopratutto dei mari e degli oceani. Il prezzo, generalmente, oscilla da uno a tre centesimi. In questi anni, abbiamo ottenuto oggettivamente tanti risultati. "Vergognosa - dice al Corriere della Sera - Che si possa connotare politicamente la volontà del governo di recepire una direttiva comunitaria denota a che punto siamo arrivati". Ipotizzando che ogni spesa comporti l'utilizzo di tre sacchetti per frutta/verdura, il consumo annuo per famiglia dovrebbe attestarsi a 417 sacchetti per un costo compreso tra € 4,17 e € 12,51 (considerando un minimo rilevato di 0,01 € e un massimo di 0,03€). Per molti consumatori non lo è.

La multa per chi non rispetta le norme va da 2.500 a 25.000 euro. "Spero che alla fine del 2020 le aziende italiane attive nell'economia verde - conclude il segretario dem - siano il doppio di quelle che sono oggi e facciano meglio dei concorrenti globali, specie quelli del Sud Est asiatico che in questo settore stanno investendo molto".

La norma sui sacchetti bio è giusta. Per motivi igienici e di taratura delle bilance infatti non è possibile utilizzare sacchetti o contenitori di tipo diverso da quelli messi a disposizione nei supermercati. Anche l'associazione ambientalista chiede che il governo emetta una circolare per permettere il riutilizzo delle bio-shopper. In altre parole, più imballaggi in circolazione. Come hanno dimostrato di apprezzare gli effetti della legge contro le buste della spesa non compostabili entrata in vigore nel 2011 e che ha portato a una riduzione del 55% dell'uso dei sacchetti di plastica nonostante non sia ancora pienamente rispettata. Sono aumentate le bollette della luce e del gas e le tariffe autostradali, senza che nessuno facesse una piega.

"Noi faremo la campagna elettorale seriamente, parlando dei problemi veri e offrendo soluzioni". La persona a cui si fa riferimento, non sempre citata direttamente nei messaggi condivisi, è Catia Bastioli, imprenditrice e amministratore delegato dell'azienda chimica Novamont. "La preoccupazione maggiore non riguarda, però, i circa 2-3 centesimi applicati sui sacchetti di plastica per gli alimenti, che in ogni caso, anche prima, i cittadini pagavano spalmati sul prezzo dei prodotti, bensì la grave speculazione in atto soprattutto nelle farmacie", viene osservato.

Lombardo, "Acquah travolto ma la Var."
Episodio chiave al 67′ di Juventus-Torino , derby di Coppa Italia valido per i quarti di finale. Daniele Doveri ha giudicato regolare il contrasto di Khedira su Acquah .

Stelle, De Falco, Di Maio
Sono migliaia le candidature registrate sul sito, che ieri è andato in tilt per i troppi accessi. "Vogliamo dare un governo al Paese, non vogliamo lasciare l'Italia nel caos".

Giulia De Lellis rifiuta Barbara d'Urso e svela il perchè
Intervistata dal settimanale Nuovo TV , ha infatti riservato parole di apprezzamento per la vittoria del suo "rivale". Giulia è diventata popolare per la sua partecipazione a Uomini e Donne , programma dove ha conosciuto Andrea .

Da un lato c'è la destra: quella che ha tagliato sulla cultura, quella che diceva che con la cultura non si mangia.

Sarebbe bello se il 10% del tempo utilizzato per parlare di sacchetti di plastica lo dedicassimo ad affrontare i temi della cultura del nostro Paese.

Si potevano magari fare campagne di comunicazione in cui si spiegava il perché e il come ci sarebbe stata questa novità; si poteva chiedere al Ministero della Salute di modificare le norme sanitarie che impediscono l'uso di sacchetti in tela o comunque personali e riutilizzabili per pesare ed etichettare i prodotti sfusi in un supermercato; si poteva lavorare sulla diffusione di sacchetti in carta come nei mercati oppure spingere le catene della grande distribuzione a fornire ai propri clienti alternative riutilizzabili come accade nella coop in Svizzera. Tuttavia, siamo fiduciosi e vogliamo sperare che i dubbi possano chiarirsi quanto prima, che la trasparenza trionfi e che soprattutto la nuova norma riesca a dare un reale contributo a favore del nostro beneamato ambiente.