Calenda e Renzi litigano sul canone RAI

Calenda e Renzi litigano sul canone RAI

Non è così, sono gli stessi soldi.

Abbassare il canone della Rai, non di abolirlo: la proposta del Centrosinistra prende il volto di Carlo Calenda, ministro dello Sviluppo economico che torna a ribadire che non sarà tra i candidati alle prossime elezioni politiche. A sua volta, Calenda si è poi espresso sulla vicenda Alitalia, annunciando che: "Oggi abbiamo sul piatto tre offerte".

Continua il botte e risposta a distanza tra Carlo Calenda, Matteo Renzi e gli ex PD.

Ad entrambi risponde il presidente della commissione di vigilanza Rai, Roberto Fico. E oggi tutti anche a destra a difendere il canone alla Rai perche hanno paura di essere penalizzati in campagna elettorale dalle potenti lobby interne a Rai? Con la legge di stabilità approvata nel dicembre del 2015 (durante il governo Renzi) il costo canone ordinario annuo era stato ridotto ed erano state apportate alcune modifiche alla modalità di pagamento: non più con il bollettino, ma attraverso un addebito nella bolletta elettrica, così che non fosse più possibile evaderlo.

Sull'occupazione della Rai da parte dei partiti, il deputato democratico aggiunge: "Trovate un caso concreto di un favore al Pd, quando per spiegare una cosa siamo costretti ad andare da Gruber a La7 o da Del Debbio".

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Se messo nelle condizioni giuste di operare in piena indipendenza dalla politica, il servizio pubblico può ancora svolgere una funzione rilevante in una democrazia per fornire un'informazione indipendente e accompagnare la crescita culturale del Paese.

Matteo Orfini risponde al ministro dello Sviluppo economico, affermando che "per la cronaca, la fiscalizzazione del canone Rai è una nostra proposta storica". E rafforza la Rai, mentre di privatizzazioni che hanno distrutto (o quasi) aziende strategiche del Paese ne abbiamo già viste troppe. Renzi dice invece a Berlusconi: "Attento Silvio che tolgo il canone, aumento la percentuale pubblicitaria in Rai e ti faccio saltare qualche centinaio di milioni, altro che diminuirla!" Più sarcastico il leader di Liberi e Uguali, Pietro Grasso, che liquida la questione con un "ormai se ne sparano tante". "Trieste e squallido ma tutto sommato innocuo".

"Quando mettemmo in bolletta il canone Rai spiegammo che recupero evasione serviva a far pagare meno".

Ma quello che è gravissimo è che nessuno sembra ricordare che ad aprile 2016 il Governo ha affidato per 10 anni (fino al 2027) la concessione alla Rai per un totale di 20 miliardi di euro degli italiani, circa 2 miliardi all'anno.