Fischiato Trump, che risponde cantando (l'inno)

Fischiato Trump, che risponde cantando (l'inno)

Il presidente statunitense Donald Trump si trova di fronte ad un nuovo stop ai propri piani. L'editore Henry Holt non riesce a stampare nuove copie a un ritmo proporzionato alle richieste, Amazon, Barnes & Nobles e altre librerie consegnano ormai a due settimane, mentre circolano indisturbate le copie piratate (alzi la mano chi non ha a disposizione un pdf del saggio). Nell'ultima versione, Bannon non smentisce le sue idee a proposito di quell'incontro, ma aggiunge che principalmente quelle parole erano dirette a un altro importante collaboratore di Trump, Paul Manafort, che ha preceduto Bannon come capo della campagna elettorale e che è già stato incolpato di alcuni reati laterali dallo special counsel che guida l'inchiesta Russiagate.

Il metodo Wolff ha fatto alzare qualche sopracciglio, al netto della comprensibile invidia.

Dai social il dibattito è poi passato sui media, anche internazionali, con la Bbc che riserva una grande attenzione all'inno non cantato da Trump. Il risultato non cambia, certo, ma l'arte sta nell'essere precisi anche quando si raccontano follie.

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La risposta di Trump al libro non si è fatta attendere.

Si tratta di una misura in controtendenza con le azioni di Barack Obama, che da Presidente ha chiuso molte centrali elettriche a carbone obsolete (oltre la metà delle centrali spente tra il 2010 e il 2015 erano a carbone), in quanto eccessivamente inquinanti. Le domande cui nessuno, tra critiche e sospetti, risponde sono: perché Murdoch si fece abbindolare?

Dopo le reazioni al libro di Michael Wolff - quello di cui mezzo mondo parla perché fornisce uno spaccato atroce del presidente americano Donald Trump e del disordine su cui galleggia la sua presidenza - arrivano le contro-reazioni, ossia le reazioni alle reazioni. Tra smentite e correzioni e scuse, qualcosa forse si capirà, ma la chiarezza tardiva è pressoché inutile: con tutti gli accidenti che ci ha portato il trumpismo anche questo doveva capitarci, leggere un libro dell'odioso Wolff in una notte, per poi ritrovarsi d'accordo con Sherman quando dice che "Wolff è il Trump del giornalismo", l'accoppiata perfetta tra l'autore di un libro e il suo soggetto.