Parkinson e Alzheimer: la rinuncia di Pfizer

Parkinson e Alzheimer: la rinuncia di Pfizer

Come molti altri concorrenti, si legge sul Wsj, Pfizer ha investito pesantemente per sviluppare cure contro l'Alzheimer e il Parkinson a causa dell'elevata richiesta, ma è andata incontro a grandi delusioni ogni volta che prodotti che sembravano promettenti non hanno ottenuto i risultati sperati durante i test. Il colosso farmaceutico americano Pfizer comunica di aver deciso di interrompere la ricerca e lo sviluppo di nuovi farmaci nel settore neuroscienze, inclusi gli studi per terapie contro le due terribili malattie.

Si legge sul Wall Street Journal, che sottolinea come l'annuncio di Pfizer porterà al licenziamento di 300 dipendenti nei centri di ricerca in Massachusetts e Connecticut. In particolare un farmaco anticorpo sviluppato dalla Eli Lilly non ha dato risultati significativi nel contrastare la malattia. L'azienda newyorkese prevede inoltre di utilizzare i risparmi ottenuti per finanziare la ricerca e lo sviluppo di farmaci in altre aree, "in cui la pipeline e l'esperienza scientifica sono più forti", ha fatto sapere. Lo stesso destino toccherà anche alla ricerca contro il Parkinson, per il quale non è stato ancora trovato un trattamento risolutivo. Alla fine dello scorso anno, un farmaco anticorpo infuso nei corpi dei pazienti, prodotto da Eli Lilly, non ha avuto un effetto significativo sulla malattia.

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Gli studi di un altro farmaco di Eisai e Biogen seguiranno l'anno successivo, mentre gli esiti della ricerca su un farmaco sperimentale di Johnson & Johnson e Shionogi sono previsti nel 2023.

Attualmente i trattamenti terapeutici utilizzati offrono piccoli benefici sintomatici e possono parzialmente rallentare il decorso della patologia; anche se sono stati condotti centinaia di studi clinici per l'identificazione di un possibile trattamento per l'Alzheimer, non sono ancora stati identificati trattamenti che ne arrestino o invertano il decorso.