I 40 anni di Gattuso, il Milan: "Esempio di umiltà e ambizione"

I 40 anni di Gattuso, il Milan:

A due giorni dai 40 anni e all'indomani dalla vittoria sul Crotone per 1-0, ha parlato il tecnico del Milan Gennaro Gattuso.

Certamente non dotato di uno straordinario talento quando era giocatore, uno dei segreti di Gattuso è sempre stata la fame e la voglia di non mollare mai: "Non voglio mai perdere, nemmeno quando gioco a pallone con mio figlio". Un anno fa di certo il tecnico rossonero non si sarebbe immaginato di essere oggi sulla panchina dei suoi sogni, eppure l'impatto con la realtà è stato molto più complicato di quanto ci si potesse aspettare: i rossoneri non vivono una fase felice della propria storia e, tradotto in altri termini, il Milan di oggi non è minimamente paragonabile a quello di cui Ringhio era il perno di centrocampo. Per il compleanno il regalo lo vorrebbe da se stesso: "Vorrei essere meno focoso, meno incazzoso, più calmo: sembra che mi diverta ma faccio fatica". Sono l'ultimo problema. E' normale che mi piacerebbe continuare, mi sento a casa mia, con ancora più responsabilità nei confronti del club rispetto a quando giocavo'. "Mia moglie dice che sono un pazzo da rinchiudere" racconta in un'intervista all'Ansa.

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Di conseguenza, alle due capoclasse della classifica e non solo, il vulcanico mister guarda pensando ai due allenatori: "Cosa invidio ad Allegri?". E lo fa in un modo speciale. "Mi piace tanto veder giocare il Napoli di Maurizio Sarri, ma mi rivedo un po' in Antonio Conte, anche se ovviamente a me manca ancora tanto per raggiungere quei livelli". Tanti hanno i piedi buoni ma spesso non giochiamo da squadra. Oggi è diverso: lo ricordo da giocatore, quando era il mio capitano al Perugia, che pensava solo a sé. Fino a 6 mesi fa non potevo pensare di avere un'occasione così. "Nei momenti di debolezza ci appoggiavamo a vicenda, tuttora abbiamo un rapporto incredibile".