Uranio impoverito causa di malattie, criticità sconvolgenti

Uranio impoverito causa di malattie, criticità sconvolgenti

Lo afferma all'ANSA il past president dell'Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), Carmine Pinto, in merito alla relazione finale della Commissione parlamentare d'inchiesta sull'uranio impoverito, presentata oggi.

Nel mirino della relazione finale della Commissione parlamentare d'inchiesta il "negazionismo" dei vertici militari e gli "assordanti silenzi generalmente mantenuti dalle Autorità di Governo" nel settore della sicurezza e della salute sul lavoro dei militari "in Italia e nelle missioni all'estero, che hanno contribuito a seminare morti e malattie". "È ora di ammettere che l'uranio impoverito causa tumori", ha concluso la quarta Commissione costituita per indagare sul complesso argomento relativo all'uso di uranio impoverito, nella sua relazione approvata con 10 voti a favore e due contrari. Il risultato", conclude, "è devastante. Le critiche della Commissione d'inchiesta presieduta da Gian Piero Scanu hanno riguardato anche la magistratura penale rea di non aver applicato interventi sistematici a tutela della salute dei militari. Il pericolo non arriverebbe solo dall'uranio, ma anche dall'amianto presente in navi, aerei ed elicotteri.

Non solo amianto: "Sono molteplici e temibili i rischi a cui sono esposti lavoratori e cittadini nelle attività svolte dalle forze armate, ma anche dalla polizia di Stato e dai vigili del fuoco". Lo Stato Maggiore ribadisce che le "Forze armate italiane mai hanno acquistato o impiegato munizionamento contenente uranio impoverito" e ciò è stato confermato "anche dalle commissioni tecnico-scientifiche ingaggiate dalle 4 Commissioni parlamentari che dal 2005 ad oggi hanno indagato su tale aspetto". Criticità sarebbero emerse anche nei poligoni e, in particolare, sarebbe risultata allarmante la situazioni delle missioni all'estero.

A fronte di questi rischi, i parlamentari hanno rilevato la difficoltà per le vittime di ottenere giustizia. Le forze armate, infatti, "tutelano la salute del proprio personale adottando tutte le cautele e controlli sanitari periodici". Scanu dice che "sono stati meravigliosi nella gestione dei lavori".

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"Potenzialmente l'esposizione continua ed a basse dosi all'uranio impoverito può essere cancerogena". Per quanto riguarda il ministero della Difesa, si legge nella relazione, "continua a diffondersi un deleterio senso d'impunità".

"Assolutamente non è il mio pensiero, non ho mai detto che l'uranio impoverito è responsabile dei tumori riscontrati nei soldati - sottolinea Trenta a proposito da alcune sue dichiarazioni riportare nella relazione -". E' inoltre urgente anche "il superamento dell'Osservatorio epidemiologico della Difesa e l'affidamento delle indispensabili ricerche epidemiologiche nel mondo militare a un ente terzo e qualificato per coerenza scientifica come l'Istituto Superiore di Sanità".

"Anche alla luce delle dichiarazioni rilasciate dal professor Trenta le forze armate respingono con fermezza le inaccettabili accuse" mosse dalla Commissione uranio, ribadendo "la più completa disponibilità alla collaborazione, come peraltro dimostrato anche in sede di tavolo tecnico negoziale con la Commissione e sottolineano l'assoluta trasparenza di tutte le loro attività".